Terroir

Il territorio non esiste, il territorio si fa.

Un vino non esprime il territorio, piuttosto vi corrisponde.

Nicola Perullo, Il gusto non è un senso ma un compitoed.Mimesis, 2018

 

STORIA

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Titolo: Ballon de Fête religieuse

Il disegno preparatorio della litografia fu realizzato da Antoine Jean Baptiste Thomas  in occasione di un suo viaggio ai Castelli tra il 1816 e il 1818.

In seguito acquerellato da Francois Le Villain nel 1823. 

Descrizione: Il volo della mongolfiera in occasione della processione di San Giuseppe Calasanzio a Frascati

 

 

 

SUOLO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UVE, VINI, PERSONE

Il vitigno che dà il genio ai vini dei Castelli è il Cesanese, che non esitiamo a riconoscere come uno dei migliori vitigni italiani, e che osammo chiamare addirittura il nostro pinot. 

Mancini C. 1888, Il Lazio viticolo e vinicolo

 

Arrivare in questa zona così importante per tradizioni, stratificazioni e contraddizioni, è stata fonte di stimolo, ispirazione e ha avuto un enorme significato per noi.  Quando abbiamo deciso di comprare le vigne in questa zona, oggi poco considerata, abbiamo pensato: "siamo ancora in tempo..." per provare a tenere insieme questa grande tradizione con il nostro impegno di giovani vignaroli. Le scelte di produzione sono dettate quindi dallo studio, l'esperienza e il confronto con questa secolare cultura vitivinicola che ci mette al riparo delle effimere mode di cui spesso è protagonista il vino.

Le seguenti testimonianze sono state prese dalla bellissima pubblicazione "Una borgata che è tutta un'osteria" - il Museo diffuso del vino di Monte Porzio Catone, a cura di Simona Soprano (ed. Exorma, 2010).

"La romanella, noi la facevamo la settimana de Pasqua. Pe' prima cosa il vino non veniva chiarificato, e poi si metteva in bottiglia in modo che rifermentava e diventava un pò frizzante. Era tutta de Trebbiangiallo"

Leonilde, 85 anni, Zagarolo

"Oggi se fa fermentà il mosto assieme alle bucce solo pe' i vini rossi, mentre pe' i bianchi se separano subito le parti liquide del mosto da quelle solide. Il vino bianco fermentato insieme alle bucce era d'un colore più ambrato che oggi non piace più a nessuno a vedello, ma c'aveva più corpo de 'sti vini bianchi de oggi, era corposo, ricco di polifenoli, tutte quelle sostanze che mo dicono che fanno bene al cuore, alla circolazione e alla salute insomma. Oggi i vini bianchi non fermentano più con le bucce, vengono chiarificati, filtrati, je se levano tante sostanze... che ce rimane?"

Bruno, 63 anni, Genzano 

"Il vino rosso qui a Genzano se faceva con Cesanese e Aleatico abbinati. Era un vino secco, con tutto lo zucchero svolto, pieno, bono. Infatti c'era anche una canzone che diceva: ...C'avemo er vino 'bbono / aleatico e Cesanese / è l'unico mestiere / che adopra 'l Genzanese / c'avemo er vino 'bbono / te 'mbarsima la gola / te fa scordà li debbiti / e te scioje la parola..."

Fernando, 74 anni, Genzano

"Sia il Passito, sia il Cannellino se facevano coll'uva scelta, magari la facevi appassì sulla pianta tagliando la treccia, così non arrivava più la linfa e l'uva diventava più leggera ma più dolce, più concentrata. Qualcuno lo fa ancora, ma poco, più che altro ognuno se ne fa un pò pe' conto suo. Se lo facevi co' la Malvasia puntinata se chiamava Cannellino, se era fatto col Trebbiano lo chiamavi Passito. Se beveva solo ne le occasioni, alle feste, ai matrimoni... Era servito assieme ai dolci ma pure col fagiano, co' la pernice, co' la lepre, col cinghiale"

Giovanni, 80 anni, Monte Porzio Catone